L’esperto risponde

Buongiorno, sono Roberta, separata da 5 anni e madre di una bambina di 10 anni che vive con me.  Ho l’affidamento condiviso con il mio ex marito e a quel tempo non abbiamo stabilito nulla per eventuali viaggi all’estero. Il problema si presenta in questo periodo di pandemia in quanto il padre vorrebbe portare a gennaio la piccola in vacanza a Londra a trovare alcuni suoi parenti. La bimba   non è vaccinata contro il Covid-19 e temo per la sua salute. Posso oppormi a dare il consenso all’espatrio?   
Il regolamento prevede l’assenso di entrambi i genitori per il rilascio di documenti per l’espatrio dei minori e pertanto se lei ritiene che il viaggio di sua figlia a Londra   in questo particolare periodo di alta diffusione del virus, possa ledere alla sua incolumità, può opporsi ad acconsentire al padre di portarla con sé. Se il suo ex non sente ragioni è opportuno rivolgersi ad un giudice il quale analizzerà le circostanze e se concorderà con lei appoggerà il suo diniego alla vacanza. Qualora il giudice non ritenesse validi i suoi motivi non farà altro che acconsentire al padre di portare la figlia con sé.

Buongiorno, sono Patrizia da Schio, separata con un figlio di 13 anni in affidamento condiviso che abita con me. Il mio ex marito si è rifatto una nuova famiglia con dei figli, vive in provincia di Verona e   da diverso tempo non si interessa più tanto di nostro figlio sia dal punto di vista affettivo che sul piano economico. Si fa vivo mediamente due o tre volte all’anno generalmente per una settimana di vacanze estive e per una settimana bianca. Come posso fare per ottenere la modifica dal regime di affidamento condiviso ed esclusivo a mio favore? Con L’affidamento esclusivo posso oppormi che mio figlio vada in vacanza con il padre e la sua nuova famiglia?
Per modificare il regime di affidamento da condiviso ad esclusivo è necessario presentare una Istanza in tribunale motivando la richiesta con delle valide giustificazioni supportate anche da prove e fatti concreti. Qualora si riesca ad ottenere dal giudice l’affidamento esclusivo, nonostante sia prevalente la maggiore responsabilità esercitata dall’affidatario, anche l’altra parte mantiene nel rispetto dei limiti imposti dalla nuova sentenza la propria responsabilità. Vale a dire che le decisioni di maggiore importanza per il futuro del figlio dovranno essere concordate insieme e che non si potrà vietare al padre di trascorrere le vacanze con il proprio figlio. Altra forma di affidamento è il cosiddetto “super esclusivo” che viene assegnato dal giudice ad un solo genitore per proteggere il minore da pregiudizi da parte dell’altro. In questo caso al genitore affidatario viene conferita la possibilità di assumere da solo tutte le decisioni per i minori anche in ordine alle questioni di maggiore importanza.

Buongiorno, sono Giovanni della provincia di Padova, divorziato e padre di una bambina di 8 anni che vive con la mia ex moglie. Abbiamo ottenuto dal giudice l’affidamento condiviso e posso tenere la piccola due weekend al mese e portarla in vacanza per un massimo di quindici giorni di seguito in un anno. Per ragioni di lavoro sono spesso fuori città e a volte non riesco a rispettare i giorni prestabiliti. Finora, per il bene della piccola, ha sempre prevalso il comune buon senso. Dopo le vacanze estive la madre ha iniziato a comportarsi in modo diverso, meno collaborativa e attingendo a svariate scuse fa in modo di togliermi la possibilità di passare più tempo con mia figlia. Questo ci sta creando delle forti tensioni che di certo non giovano al bene della bambina. Vorrei sapere in che modo posso far valere i miei diritti dal momento che la mia ex sta violando le condizioni stabilite in sentenza.
Dal suo scritto mi sembra di percepire che ci sia sempre stata una certa collaborazione   da parte di entrambi nel rispetto dell’affidamento condiviso della figlia. Principio cardine dell’affidamento condiviso è quello di garantire al minore il diritto di mantenere rapporti significativi e continuativi con entrambi i genitori nel modo più sereno possibile. Entrambi i genitori hanno il dovere di prendersi cura dei figli e garantire loro di crescere in un ambito più familiare possibile. L’affidamento condiviso infatti prevede una certa elasticità delle regole nei confronti del genitore non convivente consentendogli di vedere il figlio oltre i canoni prescritti. Dal momento che avete ottenuto dal giudice l’affidamento condiviso vi è l’obbligo per entrambi i genitori di rispettare quanto stabilito nella sentenza. Le regole ivi indicate sono talmente dettagliate che non lasciano spazio a discussioni volutamente generiche per conciliare normali imprevisti di lavoro con esigenze pratiche. Se la situazione diventa ingestibile è meglio ricorrere    fin da subito alla mediazione di   un avvocato per evitare di finire nuovamente davanti al giudice.

Buongiorno, recentemente è venuto a mancare mio zio che viveva da solo di cui risulto come unico erede. Quando ho provveduto a liberare l’appartamento ho rinvenuto fra le sue cose alcuni buoni fruttiferi postali fra cui due serie AA2 del valore di 2.500 euro ciascuno emessi il 31 maggio 2001. Quando gli ho presentati all’incasso all’ufficio postale dove erano stati emessi mi è stato detto che non potevano essere rimborsati in quanto erano già prescritti. E’ possibile?
Le poste emettono alcuni buoni fruttiferi a scadenza che possono essere liquidati in linea capitale e interessi al termine dell’anno successivo a quello di scadenza. Nella fattispecie i buoni postali a cui si fa riferimento sono stati emessi a seguito della emanazione del decreto del ministero del Tesoro del marzo 2001 con scadenza al termine del settimo anno successivo a quello di emissione. Ciò significa che i buoni sono scaduti il 31.12.2008. L’articolo 8 del decreto ministeriale del Tesoro del 19 dicembre 2000 prevedeva che i diritti dei titolari dei buoni postali si prescrivano a favore dell’emittente trascorsi 10 anni dalla data di scadenza del titolo per quanto riguarda il capitale e interessi e pertanto i buoni risultano prescritti il 31.12.2018 e non è più possibile chiedere il rimborso.

Buongiorno, mi sono recato in banca dove ero un ex cliente e quindi conosciuto per incassare un assegno di 1.800 euro tratto su un loro correntista. La banca non mi ha cambiato l’assegno in contanti per problemi di antiriciclaggio e mi ha indicato di recarmi presso la mia banca. La mia banca mi fatto depositare l’assegno sul conto corrente per poterlo prelevare successivamente. Se non erro al momento il limite dell’importo di trasferimento del contante è di 1.999,99 euro e mi chiedo perché mi è stato negato il cambio dell’assegno da parte della banca?
I limiti di trasferimento di denaro contante e titoli al portatore tra soggetti diversi stabilito con l’articolo 49 del Dlgs 231/2007 più volte rivisto e modificato con l’attuale legge 15/2022 che sarà in vigore fino al 31.12.2022 ammonta a euro 1.999,99. La domanda è piuttosto ricorrente e pone in essere un’annosa questione circa il rifiuto da parte delle banche di cambiare in contanti un assegno emesso a favore di un terzo a prescindere dall’importo. La risposta è nell’imposizione della tracciabilità ai fini antiriciclaggio di ogni operazione di incasso. La banca assolve a questa funzione registrando il versamento dell’assegno sul conto corrente del correntista che rimarrà a disposizione dell’amministrazione finanziaria per le finalità di prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale. Il citato limite delle transazioni in contanti non rileva, dunque, in relazione all’operazione di incasso ma successivamente diventeranno rilevanti le operazioni con cui il beneficiario disporrà della somma in contanti.

Buongiorno, io e i miei due fratelli abbiamo ereditato dopo la morte di mio padre avvenuta nel 2021 un immobile composto da sei appartamenti sui quali risultavano delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni avvenute in tempi diversi. Preciso che nessun appartamento era abitato dagli eredi. La ripartizione dell’immobile con le relative pertinenze è avvenuta a febbraio di quest’anno e ad ognuno di noi è stata assegnata la proprietà al 100% di due appartamenti. Nella dichiarazione dei redditi 2021 è possibile che si possano detrarre le spese di ristrutturazione in base alle proprietà assegnate oppure dobbiamo detrarre un terzo ciascuno? In quest’ultimo caso come va compilata la dichiarazione dei redditi?
Nel caso di trasferimento della proprietà di un bene immobile ricevuto in eredità su cui risultino delle detrazioni per interventi di ristrutturazione, le quote di detrazione residue si trasferiscono per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile anche se lo stesso non è adibito ad abitazione principale (art 16 bis del Tuir- comma 8 – Dpr 917/1986). Nel 2021, dopo la morte di vostro padre, l’immobile risultava a disposizione di tutti voi e pertanto la detrazione spetta per un terzo ciascuno. La disponibilità del bene ricorre dal momento dell’accettazione dell’eredità avvenuta a febbraio 2022 e solo da allora sarà possibile fruire delle rate di detrazione in base ai singoli appartamenti di proprietà. In sede di dichiarazione dei redditi per l’anno 2021 ogni erede indicherà nel rigo E41, colonna 5 il codice 4 (immobile acquisito in eredità), il numero di rata delle 10 in cui è ripartito il diritto alla detrazione e l’importo complessivo della spesa suddiviso per un terzo.

Buongiorno, nel 2021 ho sostenuto euro 2.960 per spese asilo nido di mio figlio che ha due anni e ho usufruito per lo stesso periodo del “bonus asilo nido” per un importo pari a euro 2.367. Posso indicare la differenza pari a euro 593 nel 730/2022 ed usufruire di un’ulteriore detrazione fiscale del 19%?
Non è possibile indicare nella dichiarazione dei redditi le spese per asilo nido quando si è già fruito del cosiddetto “bonus asilo nido” (ex art. 1, comma 335, legge 232/2016) erogato dall’INPS per le rette sostenute per i figli in relazione alla frequenza di asili pubblici e privati nonché per l’introduzione di forme di supporto nella propria abitazione in favore di bimbi affetti da gravi patologie croniche fino al terzo anno di età, in quanto non sono cumulabili e una detrazione esclude l’altra.

Buongiorno, nel 2021 mio figlio, interamente a mio carico, ha acquistato un appartamento con le agevolazioni fiscali prima casa contraendo un mutuo. La banca, essendo mio figlio ancora studente, gli ha concesso un mutuo in cui risultiamo cointestatari sia io che mia moglie. Posso scaricare gli interessi passivi del mutuo nella mia dichiarazione dei redditi?
Per poter beneficiare della detrazione fiscale degli interessi passivi derivanti da un mutuo ipotecario, a prescindere dall’intestazione dello stesso, bisogna risultare proprietari dell’immobile. Nel caso specifico essendo suo figlio proprietario dell’immobile non è possibile che lei possa usufruire della detrazione per il 2021.

Buongiorno, ho iniziato i lavori sulla casa singola di proprietà a marzo 2022 che rientrano nell’agevolazione al 110% e non sono ancora terminati. In base all’ultimo decreto del Mite 75/2022 ho visto che sono stati modificati i massimali previsti per le spese di sostituzione della caldaia a gasolio con un impianto ibrido. Posso usufruire anch’io dei nuovi massimali?
Con il decreto 75/2022 del Mite a cui lei fa riferimento, sono stati aggiornati i massimali vigenti per l’ecobonus con un aumentato medio del 20% in considerazione del maggior costo delle materie prime e dell’inflazione. La tabella A allegata al decreto riporta i massimali di spesa per i lavori in detrazione al 50%65/110% se si opta per la cessione del credito o per lo sconto in fattura (articolo 121 del Dl 34/2022, convertito in legge 77/2022).
Il decreto è divenuto operativo il 15 aprile 2022 e si applica per gli interventi la cui richiesta del titolo edilizio sia stata presentata successivamente a tale data e pertanto nel suo caso, avendo già iniziato i lavori a marzo, non è possibile usufruire dei nuovi massimali.

Buongiorno, nel 2021 ho acquistato una porzione di casa a schiera di nuova costruzione con annesso un giardino di circa 250 mq dove nello stesso anno ho fatto realizzare un impianto di irrigazione usufruendo del cosiddetto “bonus verde” portando la spesa sostenuta nella denuncia dei redditi. Nell’anno in corso ho completato i lavori del giardino con la piantumazione di una siepe perimetrale e la realizzazione di aiole con alcuni arbusti. Posso usufruire della detrazione “bonus verde” anche per il 2022 tenuto conto che la spesa complessiva 2021/2022 supera il limite dei 5.000 euro?
La risposta è sì, lei può usufruire del bonus verde anche per il 2022 in quanto la spesa effettuata nell’anno non è cumulabile con quella sostenuta nell’anno precedente. L’importo massimo di spesa annuo da portare in detrazione è pari a 5.000 euro e sconta un’aliquota del 36% rimborsabile in 10 anni. Il bonus verde, che ha come oggetto gli interventi di sistemazione a verde degli immobili a uso abitativo, può essere usufruito fino a tutto il 2024 (articolo 1, comma 38 della legge 234/21 di Bilancio 2022) purché gli interventi effettuati o che si andranno ad effettuare riguardino la sistemazione a verde ex novo o nel radicale rinnovamento dell’esistente. Non possono essere portate in detrazione le spese sostenute per la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti.

Buongiorno, recentemente è venuto a mancare mio zio che viveva da solo di cui risulto come unico erede. Quando ho provveduto a liberare l’appartamento ho rinvenuto fra le sue cose alcuni buoni fruttiferi postali fra cui due serie AA2 del valore di 2.500 euro ciascuno emessi il 31 maggio 2001. Quando gli ho presentati all’incasso all’ufficio postale dove erano stati emessi mi è stato detto che non potevano essere rimborsati in quanto erano già prescritti. E’ possibile?
Le poste emettono alcuni buoni fruttiferi a scadenza che possono essere liquidati in linea capitale e interessi al termine dell’anno successivo a quello di scadenza. Nella fattispecie i buoni postali a cui si fa riferimento sono stati emessi a seguito della emanazione del decreto del ministero del Tesoro del marzo 2001 con scadenza al termine del settimo anno successivo a quello di emissione. Ciò significa che i buoni sono scaduti il 31.12.2008. L’articolo 8 del decreto ministeriale del Tesoro del 19 dicembre 2000 prevedeva che i diritti dei titolari dei buoni postali si prescrivano a favore dell’emittente trascorsi 10 anni dalla data di scadenza del titolo per quanto riguarda il capitale e interessi e pertanto i buoni risultano prescritti il 31.12.2018 e non è più possibile chiedere il rimborso.

Buongiorno, mi sono recato in banca dove ero un ex cliente e quindi conosciuto per incassare un assegno di 1.800 euro tratto su un loro correntista. La banca non mi ha cambiato l’assegno in contanti per problemi di antiriciclaggio e mi ha indicato di recarmi presso la mia banca. La mia banca mi fatto depositare l’assegno sul conto corrente per poterlo prelevare successivamente. Se non erro al momento il limite dell’importo di trasferimento del contante è di 1.999,99 euro e mi chiedo perché mi è stato negato il cambio dell’assegno da parte della banca?
I limiti di trasferimento di denaro contante e titoli al portatore tra soggetti diversi stabilito con l’articolo 49 del Dlgs 231/2007 più volte rivisto e modificato con l’attuale legge 15/2022 che sarà in vigore fino al 31.12.2022 ammonta a euro 1.999,99. La domanda è piuttosto ricorrente e pone in essere un’annosa questione circa il rifiuto da parte delle banche di cambiare in contanti un assegno emesso a favore di un terzo a prescindere dall’importo. La risposta è nell’imposizione della tracciabilità ai fini antiriciclaggio di ogni operazione di incasso. La banca assolve a questa funzione registrando il versamento dell’assegno sul conto corrente del correntista che rimarrà a disposizione dell’amministrazione finanziaria per le finalità di prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale. Il citato limite delle transazioni in contanti non rileva, dunque, in relazione all’operazione di incasso ma successivamente diventeranno rilevanti le operazioni con cui il beneficiario disporrà della somma in contanti.

Buongiorno, io e i miei due fratelli abbiamo ereditato dopo la morte di mio padre avvenuta nel 2021 un immobile composto da sei appartamenti sui quali risultavano delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni avvenute in tempi diversi. Preciso che nessun appartamento era abitato dagli eredi. La ripartizione dell’immobile con le relative pertinenze è avvenuta a febbraio di quest’anno e ad ognuno di noi è stata assegnata la proprietà al 100% di due appartamenti. Nella dichiarazione dei redditi 2021 è possibile che si possano detrarre le spese di ristrutturazione in base alle proprietà assegnate oppure dobbiamo detrarre un terzo ciascuno? In quest’ultimo caso come va compilata la dichiarazione dei redditi?
Nel caso di trasferimento della proprietà di un bene immobile ricevuto in eredità su cui risultino delle detrazioni per interventi di ristrutturazione, le quote di detrazione residue si trasferiscono per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile anche se lo stesso non è adibito ad abitazione principale (art 16 bis del Tuir- comma 8 – Dpr 917/1986). Nel 2021, dopo la morte di vostro padre, l’immobile risultava a disposizione di tutti voi e pertanto la detrazione spetta per un terzo ciascuno. La disponibilità del bene ricorre dal momento dell’accettazione dell’eredità avvenuta a febbraio 2022 e solo da allora sarà possibile fruire delle rate di detrazione in base ai singoli appartamenti di proprietà. In sede di dichiarazione dei redditi per l’anno 2021 ogni erede indicherà nel rigo E41, colonna 5 il codice 4 (immobile acquisito in eredità), il numero di rata delle 10 in cui è ripartito il diritto alla detrazione e l’importo complessivo della spesa suddiviso per un terzo.

Buongiorno, nel 2021 ho sostenuto euro 2.960 per spese asilo nido di mio figlio che ha due anni e ho usufruito per lo stesso periodo del “bonus asilo nido” per un importo pari a euro 2.367. Posso indicare la differenza pari a euro 593 nel 730/2022 ed usufruire di un’ulteriore detrazione fiscale del 19%?
Non è possibile indicare nella dichiarazione dei redditi le spese per asilo nido quando si è già fruito del cosiddetto “bonus asilo nido” (ex art. 1, comma 335, legge 232/2016) erogato dall’INPS per le rette sostenute per i figli in relazione alla frequenza di asili pubblici e privati nonché per l’introduzione di forme di supporto nella propria abitazione in favore di bimbi affetti da gravi patologie croniche fino al terzo anno di età, in quanto non sono cumulabili e una detrazione esclude l’altra.

Buongiorno, nel 2021 mio figlio, interamente a mio carico, ha acquistato un appartamento con le agevolazioni fiscali prima casa contraendo un mutuo. La banca, essendo mio figlio ancora studente, gli ha concesso un mutuo in cui risultiamo cointestatari sia io che mia moglie. Posso scaricare gli interessi passivi del mutuo nella mia dichiarazione dei redditi?
Per poter beneficiare della detrazione fiscale degli interessi passivi derivanti da un mutuo ipotecario, a prescindere dall’intestazione dello stesso, bisogna risultare proprietari dell’immobile. Nel caso specifico essendo suo figlio proprietario dell’immobile non è possibile che lei possa usufruire della detrazione per il 2021.

Buongiorno, ho iniziato i lavori sulla casa singola di proprietà a marzo 2022 che rientrano nell’agevolazione al 110% e non sono ancora terminati. In base all’ultimo decreto del Mite 75/2022 ho visto che sono stati modificati i massimali previsti per le spese di sostituzione della caldaia a gasolio con un impianto ibrido. Posso usufruire anch’io dei nuovi massimali?
Con il decreto 75/2022 del Mite a cui lei fa riferimento, sono stati aggiornati i massimali vigenti per l’ecobonus con un aumentato medio del 20% in considerazione del maggior costo delle materie prime e dell’inflazione. La tabella A allegata al decreto riporta i massimali di spesa per i lavori in detrazione al 50%65/110% se si opta per la cessione del credito o per lo sconto in fattura (articolo 121 del Dl 34/2022, convertito in legge 77/2022). Il decreto è divenuto operativo il 15 aprile 2022 e si applica per gli interventi la cui richiesta del titolo edilizio sia stata presentata successivamente a tale data e pertanto nel suo caso, avendo già iniziato i lavori a marzo, non è possibile usufruire dei nuovi massimali.

Buongiorno, nel 2021 ho acquistato una porzione di casa a schiera di nuova costruzione con annesso un giardino di circa 250 mq dove nello stesso anno ho fatto realizzare un impianto di irrigazione usufruendo del cosiddetto “bonus verde” portando la spesa sostenuta nella denuncia dei redditi. Nell’anno in corso ho completato i lavori del giardino con la piantumazione di una siepe perimetrale e la realizzazione di aiole con alcuni arbusti. Posso usufruire della detrazione “bonus verde” anche per il 2022 tenuto conto che la spesa complessiva 2021/2022 supera il limite dei 5.000 euro?

La risposta è sì, lei può usufruire del bonus verde anche per il 2022 in quanto la spesa effettuata nell’anno non è cumulabile con quella sostenuta nell’anno precedente. L’importo massimo di spesa annuo da portare in detrazione è pari a 5.000 euro e sconta un’aliquota del 36% rimborsabile in 10 anni. Il bonus verde, che ha come oggetto gli interventi di sistemazione a verde degli immobili a uso abitativo, può essere usufruito fino a tutto il 2024 (articolo 1, comma 38 della legge 234/21 di Bilancio 2022) purché gli interventi effettuati o che si andranno ad effettuare riguardino la sistemazione a verde ex novo o nel radicale rinnovamento dell’esistente. Non possono essere portate in detrazione le spese sostenute per la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti.

Buongiorno, sono in procinto di vendere un appartamento adibito ad abitazione principale acquistato tre anni fa per comperare sempre come prima casa, una villetta a schiera in un comune limitrofo dove andrò a vivere con la mia famiglia. L’appartamento è stato messo in vendita per un importo superiore a quello da me pagato a suo tempo. Come dovrò dichiarare la plusvalenza che scaturirà dalla vendita tenuto conto che l’acquisto è avvenuto solo tre anni fa?
Se l’appartamento è sempre stato adibito ad abitazione principale per la maggior parte del periodo intercorso fra l’acquisto e la vendita, la plusvalenza generata dalla vendita stessa non assume rilevanza reddituale. Diversa sarebbe stata la situazione se l’appartamento in questione fosse stato affittato o adibito a seconda casa e venduto prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto poiché in questo caso la plusvalenza verrebbe tassata.

Buongiorno, sto per acquistare una carrozzina con Iva agevolata al 4% per mia madre riconosciuta invalida al 100%. Oltre all’agevolazione IVA mi è stato riferito che potrò detrarre l’importo anche nel 730. Chiedo in che termini e dove dovrò indicare tale spesa.
Per le persone con disabilità riconosciuta in base all’articolo 3 della legge 104/1992, le spese per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento – spostamento, oltre a beneficiare dell’Iva agevolata, hanno diritto anche alla detrazione del 19% sull’intero importo (senza franchigia) da indicare nel modello 730 dell’anno in cui è avvenuto l’acquisto. L’importo, in qualità di dispositivo medico, non dovrà essere indicato al rigo E1 fra le spese sanitarie detraibili ma bensì al rigo E3.

Buongiorno, lavoro in una piccola azienda e quest’anno, per la prima volta, verrà erogato un premio di produzione con la possibilità di scegliere se convertire l’importo sotto forma di beni o servizi, ad esempio buoni benzina, computer o palestra. Volevo sapere se l’importo erogato, indipendentemente dalla mia scelta, andrà a formare il reddito imponibile è quindi interamente tassato oppure se totalmente esente.
L’articolo 51 comma 3 del Tuir (Dpr 917/1986) prevede la possibilità per il datore di lavoro di erogare beni, servizi o opere attraverso documenti di legittimazione e/o voucher in formato cartaceo o elettronico riportanti un valore nominale. L’importo che non concorre alla formazione del reddito non deve superare la soglia di euro 258,23 riferito allo stesso periodo di imposta. L’esenzione dovrà essere verificata con eventuali fringe benefit erogati ed usufruiti dal dipendente nel corso del medesimo anno. Pertanto, indipendentemente dal maggiore importo del premio spettante e convertibile in natura, la parte eccedente euro 258,23 concorrerà alla formazione del reddito imponibile dell’anno e verrà tassata in base agli scaglioni Iperf di riferimento.

Buongiorno, ho maturato 25 anni di contribuzione come lavoratore dipendente di una società metalmeccanica e quest’anno a giugno compio 64 anni. Mi è stato detto che potrei presentare la domanda di pensione anticipata. Durante l’arco lavorativo sono stato messo in cassa integrazione non continuativa nel periodo 2009 anno 2013. Volevo chiedere se i periodi di cassa integrazione sono compresi ai fini del raggiungimento di diritto della pensione e in che modo verranno calcolati.
In base alle norme vigenti al compimento del sessantaquattresimo anno di età è possibile presentare la richiesta di pensione anticipata dopo aver maturato 20 anni di contributi effettivamente versati. Vale dire, non si tiene conto dei cosiddetti periodi di “contribuzione figurativa” (contributi versati da Inps senza onere a carico del lavoratore: gravidanza, malattia, cassa integrazione ecc.) e pertanto non sono utili i periodi di cassa integrazione.
Appurato che lei abbia maturato i contributi necessari per il diritto alla pensione bisognerà tenere conto dell’ammontare della prima rata di pensione che non potrà essere inferiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale (c.d. importo soglia annualmente rivalutato). Per il 2022 l’importo è pari a 1.309,42 euro (467,65 x 2,8).     

Buongiorno, lavoro da diversi anni in un’azienda metalmeccanica e negli anni ho accumulato un numero di ferie arretrate per un totale di  40 giorni. La mancata fruizione delle ferie è dipesa in parte per mia volontà ed in parte per necessità aziendali. Quest’anno l’azienda mi ha detto che per evitare problemi a livello sindacale dovrò effettuare i giorni di ferie arretrate che saranno stabilite sulla base delle esigenze aziendali o in alternativa il pagamento delle stesse. Chiedo se è corretto quanto proposto dall’azienda?
I giorni di ferie sono stabiliti contrattualmente sulla base dei CCN di settore dove vengono indicati i termini e le modalità di fruizione. In linea generale spetta al datore di lavoro stabilire il momento e le modalità di godimento delle ferie da parte del personale dipendente nel rispetto di concedere un periodo di riposo di almeno due settimane consecutive nell’arco dell’anno.
Il comportamento dell’azienda è formalmente corretto poiché rientra nel suo potere organizzativo. Tuttavia è opportuno precisare che i giorni di riposo stabiliti contrattualmente sono un diritto irrinunciabile per il lavoratore e quindi non possono essere sostituiti da una indennità economica salvo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro   o per la quota eccedente il periodo minimo legale di quattro settimane all’anno.

Buongiorno, abito in centro a Padova e tengo un’auto parcheggiata in strada vicino all’abitazione. Premetto che non uso l’auto tutti i giorni e una mattina mi sono accorto che mancava la targa anteriore. Non so se si è staccata e l’ho persa per strada oppure se è stata rubata. E’ vero che non si può richiedere il duplicato della targa e bisogna chiederne una di nuova?
La risposta è che in caso di furto, smarrimento o distruzione di una o entrambe le targhe, l’intestatario della carta di circolazione o del Documento Unico di Circolazione e di Proprietà del veicolo (D.U.), deve presentare una denuncia agli organi di Polizia e trascorsi quindici giorni dalla data della denuncia senza che la targa venga ritrovata deve richiederne una nuova. La richiesta di re-immatricolazione deve essere presentata presso gli Uffici della Motorizzazione unitamente alla re-iscrizione al   PRA del veicolo per il rilascio delle nuove targhe e del nuovo D.U..
Per poter circolare con il mezzo nel periodo in cui non si dispone della nuova targa bisogna apporre un pannello bianco riportante il numero della targa mancante. La circolazione dell’auto sprovvista di targa è punibile con una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro.

Buongiorno, sono Barbara da Dueville. Tre anni fa è morta mia zia vedova senza figli che aveva due conti correnti in due banche diverse. Gli eredi sono due fratelli e un nipote figlio di una sorella precedentemente defunta. Uno dei due conti è stato parzialmente utilizzato per pagare le spese funerarie da parte di una nipote che aveva la procura sul conto. Entrambi i conti presentano ad oggi un saldo al di sotto dei 1.000 euro. Non essendoci dei beni immobili e mobili non è stata presentata la denuncia di successione e nessuno degli eredi ha formalmente accettato o rinunciato all’eredità. Ad oggi i conti correnti risultano ancora aperti e le banche ci hanno detto che in mancanza di una denuncia di successione non possono estinguere i conti. C’è un altro modo possibile per far chiudere i conti ed incassare le somme giacenti?
Per l’estinzione di un rapporto bancario di un defunto la banca richiede la denuncia di successione presentata all’Agenzia delle Entrate. L’obbligo di presentazione della denuncia non sussiste quando risultano eredi il coniuge e i parenti in linea retta in assenza di beni immobili o diritti reali immobiliari e quando l’attivo ereditario non supera i 100.000 euro.
Nel caso specifico gli eredi in linea retta dovranno presentare alla banca una certificazione firmata da tutti gli aventi diritto in cui attestano la qualità di eredi e la sussistenza delle condizioni previste dalla legge per l’esenzione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione. Una volta presentata la documentazione la banca provvederà ad estinguere il rapporto di conto corrente liquidando gli eredi in base alle rispettive quote.

Buongiorno, io e mio cugino abbiamo ricevuto in eredità da uno zio (celibe e senza figli), rispettivamente fratello di mio padre e di sua madre (entrambi in vita), la quota di partecipazione del 30% in due distinte società Srl.  A mio cugino una società operante nel settore tessile e a me una operante nel settore delle macchine tessili.
Dopo la chiusura della successione è risultato che lo zio vantava nei confronti di entrambe le società dei crediti personali di importo differente per finanziamenti infruttiferi che non erano stati ricompresi nel testamento né nell’asse ereditario. Chiedo pertanto, in mancanza di indicazioni precise nel testamento, come vengono attribuiti questi crediti? Vanno ripartiti in base all’assegnazione ereditaria delle rispettive quote di partecipazione nelle rispettive società finanziate o vanno attribuite a tutti gli eredi? Grazie.
Trattandosi di finanziamento infruttifero e non finanziamento in conto capitale, le somme vengono versate dai soci, in base alla loro quota di partecipazione sociale, a titolo di mutuo a favore della società con l’obbligo della restituzione da parte di quest’ultima entro dei termini stabiliti in sede di delibera assembleare.  La società risulta pertanto debitrice nei confronti del socio e l’estinzione del debito non potrà che avvenire mediante il pagamento verso quest’ultimo o verso i sui eredi. L’attribuzione delle quote in due distinte società sono state assegnate dal defunto a vantaggio di alcuni eredi piuttosto che ad altri e nel caso specifico impone delle riflessioni sulla base del principio espresso dalla Cassazione (n. 16049 del 29.07.2015) secondo il quale la cessione della quota sociale da parte del socio, ove non specificato, conserva la titolarità del credito “uti singulus”. In sostanza viene affermato che in mancanza di una indicazione specifica saranno tutti gli eredi a beneficiare del credito da finanziamento in proporzione alle attribuzioni ricevute. Un’ulteriore sentenza della Cassazione (n.6132 del 30.03.2016) stabilisce che nonostante il finanziamento infruttifero risulti dai documenti contabili delle società partecipate, il rimborso dello stesso rappresenta un evento sopravvenuto dotato di autonoma rilevanza dichiarativa e impositiva e pertanto assoggettabile all’applicazione dell’imposta di successione in misura superiore.

Buongiorno, sono Antonio da Padova. Abito in un condominio di 6 unità e vorremmo ristrutturarlo con il superbonus 110%. Purtroppo ci sono due condomini non interessati perché stanno vendendo. Cosa posso fare?
Per iniziare i lavori con l'agevolazione del 110% non è richiesta l'unanimità dei millesimi di un condominio. L'assemblea condominiale delibera in materia con la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno 1/3  dei millesimi. La norma è regolata dall'articolo 119, comma 9-bis del Dl 34/2020, che attribuisce alla stessa maggioranza le decisioni in materia di cessione del credito o sconto in fattura le quali divengono vincolanti anche nei confronti della minoranza.

Oggi rispondiamo a Valerio da Padova il quale ci scrive: "Buongiorno, sono Valerio da Padova e sono un libero professionista di 54 anni Geometra. La mia denuncia dei redditi da anni è di circa 40/50.000 euro netti. Qualche mese fa mi sono recato ad acquistare un auto e la finanziaria mi ha negato il prestito per anomalie/sofferenze sul mio nominativo. A questo punto ho fatto la misura Crif e Banca d'Italia e il risultato era privo di anomalie o segnalazioni. Effettivamente 15 anni fa ho avuto un disguido finanziario con la vendita della mia quota di immobile in eredità all'asta, dove a fronte di un debito di € 35.000 ne sono stati ricavati € 30.000 dall'acquisto effettuato dai miei fratelli. La mia domanda è Ma come è possibile che sia la Banca d'Italia che la Crif risultino pulite e mi negano il finanziamento? Come posso fare per risolvere la situazione? Grazie"

Questo video è stato effettuato in data 05.02.2021, di conseguenza le leggi sono riconducibili a quelle in vigore prima di tale data.

Oggi rispondiamo alla sig Francesco che abita in un condominio a Marostica il quale ci chiede: "Buongiorno Avvocato, Dovevo eseguire dei lavori di rifacimento del bagno di casa, purtroppo si sono rilevati maggiori danni del previsto e non posso supportare queste spese impreviste. Chiedo come posso uscire dal contratto stipulato con l'impresa idraulica".

Questo video è stato effettuato in data 14.12.2020, di conseguenza le leggi sono riconducibili a quelle in vigore prima di tale data.

Oggi rispondiamo alla sig.ra Anastasia da Cornedo Vicentino la quale ci chiede: "Buongiorno Avvocato, vivo in un condominio di dieci unità abitative. Alcuni condomini non versano le quote delle spese condominiali spettanti ed il risultato è che in sette ci dobbiamo sobbarcare anche le loro spese. L'amministratore rimane inerte. Cosa possiamo fare? Grazie".

Questo video è stato effettuato in data 27.11.2020, di conseguenza le leggi sono riconducibili a quelle in vigore prima di tale data.

Oggi rispondiamo alla sig.ra Carla da Montagnana la quale ci chiede: "Buongiorno Avvocato, vivo in un condominio e purtroppo assisto a maltrattamenti di cani e gatti. Preciso che nel vicino campo rom vedo spesso cani legati alla catena e assisto a scene dove vengono anche picchiati. Cosa posso fare per alleviare le loro sofferenze? Grazie".

Questo video è stato effettuato in data 20.11.2020, di conseguenza le leggi sono riconducibili a quelle in vigore prima di tale data.

Oggi rispondiamo al sig. Fausto da Sovizzo il quale ci chiede: "Buongiorno Avvocato, posso fare dei lavori nell'immobile a me locato, in quanto il box doccia perde acqua e vi sono anche delle fuoriuscite di acque nere dai pozzetti esterni".

Questo video è stato effettuato in data 13.11.2020, di conseguenza le leggi sono riconducibili a quelle in vigore prima di tale data.

Oggi rispondiamo al signor Nicola da Caldogno (VI) il quale ci chiede: "Sono un lavoratore autonomo e durante il lockdown non ho pagato le rate mensili del piano do rateizzazione concordato con l'Agenzia delle Entrate e le rate in scadenza della "Rottamazione-per". Ho sentito che il 15 ottobre scade la tregua fiscale. Che cosa succederà se non riesco a pagare entro novembre le rate arretrate? Grazie".

Oggi rispondiamo alla sig.ra Franca da Altavilla la quale ci chiede: "Devo contribuire alle spese di installazione di un impianto di videosorveglianza nel mio condominio?".

L'Avv. Bressanello risponde al sig. Giovanni di Rovigo il quale ci scrive: "Buongiorno Avvocato, ho una ditta srl con capitale sociale di € 10.000,00 da oltre 5 anni e nel tempo ho accumulato debiti per oltre € 200.000,00 sia con il fisco che con i fornitori. Se io chiudo la ditta adesso cosa succede dei debiti? Qual è il modo più semplice ed indolore per chiudere la ditta? Grazie".

L'Avv. Bressanello risponde alla signora Anna da Abano Terme la quale chiede:
"Buongiorno Avvocato, sono Anna da Abano Terme, io e mio marito abbiamo in corso una procedura esecutiva della nostra sola ed unica abitazione per debiti accumulati con la banca e con privati a seguito dell'attività imprenditoriale precedente di mio marito. Ho sentito che con il Fondo salva casa posso salvare la mia casa rinegoziando il debito. È vero? Come funziona? Grazie della risposta".

L'Avvocato Bressanello risponde al sig. Antonio da Vicenza il quale ci chiede: "Sono titolare di una ditta sic da oltre 15 anni nel settore metalmeccanico e ho un affidamento di € 50.000,00 ed un fatturato di circa un milione di euro annuo. Ho chiesto un ulteriore affidamento SBF alla mia banca di € 30.000,00 La banca mi ha detto che non può concedermi altro credito in quanto il mio rating non è soddisfacente e non sono in linea con i parametri di Basilea. Cos'è il rating? Come si calcola? Come posso migliorarlo? Basilea cos'è? Grazie della risposta".

L'Avvocato Bressanello risponde al sig. Andrea di Vigodarzere, il quale ci chiede:
"Di recente sono andato in un Istituto di Credito per avere un finanziamento di € 8.000,00 per dei lavori di ristrutturazione sulla mia casa. La banca mi ha negato il finanziamento in quanto mi ha detto che ho una sofferenza segnalata in Banca d'Italia di € 3.200,00 e che visto il tempo trascorso il debito era stato ceduto ad una finanziaria. Ricordo che 10 anni fa avevo avuto un problema con una Banca che mi aveva revocato la Carta di credito che in effetti non ho mai pagato. Come posso fare per togliere la segnalazione? Devo pagare l'intero importo? Grazie".

L'avvocato Bressanello risponde al sig. Carlo di Padova il quale ci chiede:
"Buongiorno, sono Carlo da Padova, ai primi di gennaio io e un mio amico abbiamo aperto una società semplificata, una SRLS, sulle riparazioni di computer e corsi di informatica. Io ho 28 anni e il mio amico 33. Abbiamo girato 7 istituti di credito ma nessuno è disposto a farci un affidamento seppure minimo, in quanto tutti richiedono garanzie reali immobiliari. Tutte dicono che la società ha una vita troppo corta per poter essere finanziata. Esiste un modo per ottenere un fido o un finanziamento? Ci basterebbero 10/15.000 euro. Grazie".

L'Avvocato Bressanello risponde alla sig.ra Antonella di Padova la quale ci chiede:
"Buongiorno, sono Antonella da Padova. Circa un anno fa io e il mio fidanzato avevamo per il mostro matrimonio prenotato una villa per il ricevimento del 28 Marzo 2020 e avevamo pagato la somma di € 2.500 per il noleggio della stessa. Ovviamente non abbiamo potuto fare il matrimonio per il problema del COVID-19 e abbiamo richiesto la restituzione del pagamento visto che non sappiamo quando ci sposeremo. Il proprietario della Villa ci ha risposto che non ci restituirà la caparra in quanto per lui il matrimonio lo potevamo fare. Può comportarsi così? Cosa posso fare per tutelarmi?".

L'Avvocato Bressanello risponde al sig. Michele di Thiene il quale ci chiede:
"Ho ricevuto una cartella esattoriale di € 29.000,00 degli anni dal 2009 al 2014 relative a multe, Iva e Inps non pagate. Devo pagarla integralmente? Posso fare dei controlli? Grazie".

Mia sorella ha avuto un distacco di retina. Entrambi siamo miopi. Cosa posso fare per prevenire un eventuale rottura della retina?

ProfPedrottiLa rottura della retina è un evento sempre grave perché se non trattato può portare alla perdita della vista. La miopia elevata è un fattore di rischio perché essendo l’occhio sfiancato nella sua porzione posteriore la retina è assottigliata e può quindi andare incontro a smagliature e rottura. Anche i traumi (all’occhio o al capo) possono portare ad una rottura della retina, specie in una retina delicata. Altra causa di possibile rottura della retina sono certe lesioni chiamate degenerazioni retiniche. (a palizzata, a bava di lumaca…) È bene sapere che talvolta una retina “a rischio rottura” può dare segnali quali visione di lampi e di puntini neri, ma spesso è completamente asintomatica. Solo un’accurata visita specialistica può evidenziare se esiste una zona di retina malata che potrebbe anche rompersi. In questo caso un trattamento ambulatoriale con il laser può demarcare ed isolare la retina a rischio dalla retina sana risolvendo possibili future problematiche. Il laser è un raggio di luce che rinforza e salda la retina contrastando la sua rottura. La famigliarità di questo problema impone un’ulteriore maggiore attenzione. È consigliabile un controllo una vola l’anno, più spesso se il paziente vede annebbiato o percepisce qualcosa di anomalo nel suo campo visivo.

Prof. Massimo Pedrotti
Specialista malattie degli occhi
riceve a Vicenza, Viale G. Mazzini, 11 - Tel. 0444541000
e:mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.studiopedrotti.it

Buonasera Professore, dopo una visita di controllo mi è stata diagnosticata una cataratta corticonucleare e mi è stato pertanto consigliato l’intervento. Vista la mia “paura” di sottopormi a interventi e/o operazioni in generale, mi sa dire se l’intervento di cataratta è sempre raccomandato o si può anche aspettare? si rischia la cecità?

ProfPedrottiLa chirurgia della cataratta è l’intervento più effettuato in Italia fra tutti i tipi di operazione. Con il termine di cataratta si indica l’opacamento del cristallino che è una lente che si trova all’interno del nostro occhio. La cataratta può insorgere a qualsiasi età, ma è tipica dell’età senile. Non da disturbi importanti, però si accompagna a progressiva riduzione della vista e ad alterazione del senso cromatico, tutti i colori appaiono sbaditi. Il termine cataratta corticonucleare a lei diagnosticato sta ad indicare che l’opacamento interessa sia la parte esterna (corteccia) che la parte centrale (nucleo) del cristallino. L’intervento di cataratta non ha mai carattere di urgenza. Spesso motivo della chirurgia è migliorare la vista per ottenere il rinnovo della patente. L’intervento è considerato molto facile, di fatto quando si parla di chirurgia dell’occhio niente è banale. Dev’essere fatto da un chirurgo esperto. Durante l’intervento viene impiantato un cristallino artificiale, ora sono disponibili anche cristallini artificiali di ultima generazione che permettono la visione sia da lontano che da vicino (progressivi). Per concludere se la sua visione è ancora abbastanza soddisfacente, può aspettare ad operarsi, però sappia che se anche lenta, la progressione della cataratta è continua.

Prof. Massimo Pedrotti
Specialista malattie degli occhi
riceve a Vicenza, Viale G. Mazzini, 11 - Tel. 0444541000
e:mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.studiopedrotti.it

 

Mio padre è da poco venuto a mancare e l’unico bene di valore (un immobile) lo ha donato ad un suo cugino qualche anno fa. Vorrei sapere se è possibile recuperarlo in qualche modo.

Avv. Rigo EnricoLa legge stabilisce che, qualora vi siano determinate categorie di successibili, tra cui vi sono i figli, una parte di beni del defunto deve essere attribuita necessariamente ad essi. Questa è la c.d. quota di legittima o riserva. I successibili che vi hanno diritto prendono il nome di successori necessari o legittimari. Per quanto riguarda la riserva spettante ai figli, questa non è fissa, ma varia a seconda del numero di figli e della presenza o meno del coniuge. Nel caso in cui manchi il coniuge, come mi sembra di capire dalla sua domanda, la riserva a favore dei figli è di metà del patrimonio, se il figlio è solamente uno, mentre è di 2/3, se i figli sono più di uno. Quando all’apertura della successione vi sono dei successori necessari il patrimonio viene idealmente distinto in due parti: la parte disponibile, della quale il testatore può liberamente disporre, e la parte legittima, della quale egli non può disporre come vuole. Poichè la donazione di suo padre, dalla Sua descrizione, ha ecceduto la quota disponibile, Lei può agire per la riduzione della disposizione. Le consiglio, pertanto, di rivolgersi ad un avvocato, in quanto, qualora l’azione di riduzione venisse accolta, il donatario dovrà restituire in tutto o in parte il bene ricevuto.

Avv. Enrico Rigo
patrocinante in Cassazione
Diritto commerciale - Diritto di famiglia - Diritto penale
Piazza Castello, 51 - 36063 Marostica (VI)
Vicolo Paolo Veronese, 16/A - 31100 Treviso (TV)
si riceve su appuntamento - e:mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 0424 471307 - Fax 0424 473014

Gentile Dottore, soffro spesso negli ultimi mesi di bruciore forte ad entrambi gli occhi ed arrossamento nella parte esterna e dopo un controllo in pronto soccorso mi hanno diagnosticato la congiuntivite. Volevo chiederLe un consiglio per la cura in quanto per adesso cerco di curarla con un collirio a base di cortisone ma almeno una volta al mese torna il bruciore. Volevo inoltre capire quali possono essere le cause di questa congiuntivite.

ProfPedrottila congiuntivite è un’evenienza frequente. Si presenta con occhio arrossato, secrezione catarrale specie al mattino, con difficoltà ad aprire le palpebre. Mediamente il quadro si risolve spontaneamente nell’arco di 10-14 giorni, la terapia è a base di colliri antibiotici. Non penso però che sia il suo caso , se mi dice che i disturbi persistono da tempo. Le possibili cause dei suoi disturbi possono essere varie, soprattutto un’allergia, un ambiente di lavoro polveroso, un’eccessiva applicazione al computer, necessità di una prescrizione di lenti correttive, uno stile di vita disordinato (fumo, alcool, poche ore di sonno…) disturbi alimentari ed altre ancora. Non sono d’accordo con l’uso continuativo di un collirio cortisonico. Sappia che tali farmaci, anche se instillati solo tramite gocce, possono provocare possibili gravi complicanze oculari. In primis un glaucoma da cortisone, una possibile insorgenza di cataratta ed infine possono favorire l’instaurarsi di infezioni virali. Quindi se vuole usare un farmaco per alleviare i disturbi, privo di possibili complicanze, le suggerirei un collirio a base di lacrime artificiali.

Prof. Massimo Pedrotti
Specialista malattie degli occhi
riceve a Vicenza, Viale G. Mazzini, 11 - Tel. 0444541000
e:mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.studiopedrotti.it

Copyright © 2019 Azienda E Famiglia Tutelata
Via Fusinato, 1 36015 SCHIO (VI) - Tel. 0445.513.630
C.F. 92024490242 - Tutti i diritti riservati